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Maurizio Brasini

Gli psicoterapeuti di PSICONET si riconoscono nei seguenti principi di base, trasversali ai differenti orientamenti teorici e clinici, che possono essere riassunti in un decalogo:

  1. la relazione che si stabilisce con il paziente è l'aspetto fondamentale di ogni intervento psicoterapeutico;
  2. il rispetto nei confronti del paziente, di ciò che è, delle sue idee, delle emozioni che prova, è un prerequisito fondamentale della terapia;
  3. il paziente ha diritto ad essere accolto ed ascoltato senza essere mai giudicato e senza che sia in alcun modo violata la sua privacy;
  4. il rapporto tra paziente e terapeuta è concepito come una alleanza, che viene improntata ad una attiva collaborazione;
  5. paziente e terapeuta sono entrambi "esperti": nel senso che il primo ha l'esperienza e la conoscenza diretta della propria vita, mentre i secondo ha l'esperienza e la conoscenza necessarie per gestire relazioni di aiuto;
  6. in una terapia è fondamentale che ciascuno abbia presenti le proprie responsabilità: il terapeuta è responsabile della terapia, il paziente è responsabile della propria vita;
  7. il percorso della terapia segue un progetto che parte dai bisogni del paziente e viene condiviso da entrambi;
  8. il compito del terapeuta è aiutare il paziente a focalizzare i propri obiettivi, quindi proporre al paziente un metodo ed un piano di lavoro con il quale perseguire tali obiettivi;
  9. il terapeuta non può e non deve ingannare il paziente; al di là degli aspetti "strategici" della tecnica terapeutica, la fiducia del paziente nel terapeuta è sacra e non va tradita;
  10. il paziente ha l'ultima parola sulla terapia; in qualunque momento, ha il diritto di mettere in discussione la terapia, di rivederne obiettivi e metodi, e persino di stabilire l'interruzione della terapia (previo avviso e concordando una seduta conclusiva).


Link Utili:

la Carta Europea dei diritti del paziente

 

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Abitudini: un bene o un male?
Scritto da Maurizio Brasini   

La questione delle abitudini è ricca di sfaccettature, e richiede un ragionamento per gradi.

Partiamo dalla domanda fondamentale: perché siamo abitudinari? La domanda ci porta già al cuore della questione. Tutti abbiamo delle abitudini, e siamo abituati ad averne; il fatto stesso di essere abituati a qualcosa comporta che tendiamo a non farci caso. La cosa interessante della domanda è che, nel momento in cui la nostra curiosità si desta, interrogandoci sulle nostre abitudini andiamo a mettere il dito in un meccanismo che altrimenti farebbe il suo corso in automatico.

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