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Maurizio Brasini

Vi sono una serie di casi in cui la valutazione del profilo psicodiagnostico viene impiegata a fini legali.

I metodi, le tecniche e gli strumenti propri della psicodiagnostica sono gli stessi sia in ambito clinico sia in ambito forense. Tuttavia, la psicodiagnostica forense costituisce un ambito di intervento a sé stante, le cui prerogative peculiari riguardano:

  • il contesto di applicazione della diagnosi, che per la psicodiagnostica forense è giuridico;
  • lo scopo della diagnosi, che viene utilizzata per certificare alcuni aspetti di competenza dello piscologo clinico e/o dello psichiatra al fine di rispondere ad un quesito posto da un giudice.

In ambito forense, si parla di "consulenza tecnica". Ove ritenuto necessario, il giudice nomina un consulente tenico di ufficio (CTU); in tal caso, ciascuna delle parti in causa ha diritto di nominare un consulente tecnico di parte (CTP) a sua scelta. Il compito del CTP è mettere la sua competenza psicodiangostica al servizio del proprio assistito per sostenerne e difenderne la posizione ai fini legali. In tal senso, il CTP svolge una funzione complementare a quella dell'avvocato. Le perizie riguardano qualsiasi aspetto che può assumere un rilievo all'interno di un procedimento legale, sia in ambito civile che penale.

Alcuni esempi tipici sono:

  • in procedimenti civili: l'idoneità sul piano cognitivo ed emotivo a svolgere alcuni compiti (ad es. la funzione di genitore in casi di separazione o di richiesta di adozione), la capacità di intendere e di volere (ad es. in casi di revoca della gestione patrimoniale da parte di un anziano), etc.
  • in procedimenti penali: la valutazione del cosiddetto "vizio di mente" e della sua entità, la capacità di intendere e di volere (in caso siano state commesse azioni delittuose), la pericolosità sociale (per l'adozione di misure restrittive e per il reinserimento), la stima del danno psichico (per risarcimenti), etc.

 


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Scritto da Maurizio Brasini   
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