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La BIGoressia

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Dimitra Kakaraki

La BIGoressia o Dismosfofobia Muscolare
Si intende per bigoressia, dal termine inglese big ovvero grande/grosso, una condizione di recente osservazione caratterizzata dalla preoccupazione, in persone visibilmente muscolose, di essere troppo magri e poco prestanti. Conosciuta anche come vigoressia, questa condizione ha una prevalenza maggiore nel sesso maschile ed in particolare tra frequentatori di palestre e appassionati di body-building, abitudini queste ultime in aumento tra le nuove generazioni. Attualmente, questo disturbo non è incluso del DSM-IV-TR come categoria diagnostica a sé stante, ma si discute se debba essere inquadrato tra i Disturbi dell’Alimentazione o come sottotipo del Disturbo di Dismorfismo Corporeo, a sua volta contenuto nella categoria dei Disturbi Somatoformi, la cui caratteristica comune è la presenza di sintomi fisici non giustificati da una condizione medica generale, né dagli effetti diretti di una sostanza o da un altro disturbo mentale. Scoperta da Pope che nel libro “The Adonis Complex” l’ha dapprima definita “anoressia inversa” (reverse anorexia), con riferimento al fatto che come la paziente anoressica si vede grassa, pur essendo magrissima, il bogoressico si vede sempre magro e non muscoloso anche quando ha raggiunto un fisico molto muscoloso e atletico, per poi ribattezzarla come “dismorfofobia muscolare” (muscle dysmorforphia), costituisce un particolare tipo di disturbo da dismosfismo corporeo in cui la preoccupazione eccessiva non è limitata ad un’anomalia fisica specifica ma riguarda tutto il corpo. Esattamente come i disturbi del comportamento alimentare, quelli classici, si caratterizza per la presenza di alterazioni della sfera senso percettiva (coloro che ne soffrono nello specchio si vedono magri e flaccidi) e dello schema cognitivo con ideazione continua sulle forme corporee.

Come nei disturbi del comportamento alimentare classici, all’immagine di sé disturbata si affianca un senso onnipervasivo di incapacità e l’autostima viene fatta dipendere direttamente dalla propria forma fisica tradendo la presenza di un disturbo identitario più profonfo. L’insoddisfazione, l’ansia e la perdita dell’autostima derivati dalla convinzione di essere poco muscolosi spingono questi ragazzi ad allenarsi sempre più, con l’intento di aumentare la massa muscolare ed eliminare la massa grassa. Inoltre, anche la bigoressia presenta delle caratteristiche specifiche per cui, se protratta, implica una compromissione della propria vita socio-lavorativa: molti pazienti arrivano ad evitare tutte le situazioni in cui il corpo potrebbe essere esposto e a vivere in una condizione di ansia intensa quelle inevitabili; le attività ricreative, sociali e lavorative sono frequentemente sacrificate per dare la priorità all’allenamento in palestra o per non trasgredire prescrizione dietetiche.

Le principali complicanze mediche associate ad un quadro di bigoressia sono riconducibili a una serie di fattori. In primo luogo l’abitudine ad effettuare allenamenti estenuanti può portare ad una condizione di sovrallenamento per cui il fisico, sottoposto ad una condizione di stress protratto in assenza di adeguati tempi di recupero, può dar origine ad una sintomatologia critica con astenia, faticabilità e turbe del ritmo cardiaco anche a riposo. L’esercizio fisico eccessivo può essere inoltre all’origine di quadri di indolenzimento muscolare cronico, tendiniti e problemi articolari oltreché a un calo del peso e a turbe del sistema immunitario.

Alterazioni ormonali a carico dell’umore adrenocorticotropo (ACTH), cortisolo e prolattina sono relativamente frequenti. Inoltre, vi sono le complicanze secondarie all’abitudine di seguire dei regimi alimentari poco equilibrati (basati soprattutto su un’alimentazione iperproteica) che comprendono spesso anche l’assunzione di ormoni androgeni, farmaci anabolizzanti e sostanze ergogeniche illecite. Ciò comporta la frequente comparsa di severe complicanze cliniche a carico della funzionalità epatica e renale cui possono associarsi complicanze endocrinologiche anche molto gravi o a carico delle gonadi (negli uomini che abusano di steroidi: acne, alopecia, alterazioni cutanee e corneali, ginecomastia, ipogonadismo, alterazioni della funzionalità prostatica fino a quadri di grave blocco della crescita in pazienti in età evolutiva).

Criteri diagnostici
1. L’individuo è ossessionato dall’idea che il suo corpo debba essere più asciutto e muscoloso. Una significativa quantità di tempo è dedicata al sollevamento pesi ed è frequente l’ossessione per la dieta.
2. Si dovrebbero riscontrare almeno due dei seguenti criteri:
a.Un incontrollabile desiderio di dedicarsi alle abituali sedute di allenamento porta la persona a trascurare la carriera, le relazioni sociali ed altre importanti attività.
b. Evitamento delle situazioni in cui è richiesta l’esposizione del corpo; se l’evitamento non è possibile si manifesta un significativo disagio.
c. La performance sociale e lavorativa è limitata da presunti difetti corporei.
d.I potenziali effetti dannosi delle sedute di allenamento non scoraggiano l’individuo dal praticarle.
Comportamenti auto-distruttivi associati alla dismosfofobia muscolare identificati da Dawes e Mankin
- Comportamenti alimentari disfunzionali e/o presenza di disturbi del comportamento alimentare
- Dieta rigida e selettiva di tipo iperproteico o a basso contenuto di grassi.
- Sovrallenamento.
- Sedute di allenamento nonostante la presenza di infortunio o malattia.
- Abuso di sostanze farmacologiche (es: steroidi anabolizzanti).
- Eccessivo uso di integratori alimentari (es: creatina).
- Insoddisfazione per la propria immagine corporea.
- Rituali ossessivo-compulsivi.


Testo tratto dal volume:
Laura Dalla Ragione, Marta Scoppetta. 2009. Giganti d’argiglia. I disturbi alimentari maschili. Il Pensiero Scientifico Editore.

 

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