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Il Training Autogeno

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Valentina Marchetti

Il  Training Autogeno è una tecnica di autodistensione che nasce all'inizio del secolo 1900 per mezzo del Dr. Schulz (neurologo), che mise a punto una serie di esercizi fisiologici razionali, con lo scopo di ‘mettere a riposo’  il corpo e la psiche (Schulz, 1921).

Il T.A. riequilibra il circolo vizioso che si crea tra l’attivazione in senso ansioso del sistema nervoso centrale che induce segnali di tensione alla periferia (contrazioni muscolari, tachicardia) attraverso l’induzione di segnali di calma a partire dalla periferia stessa.

E’ una tecnica utile in un’infinità di situazioni della vita quotidiana note a molti: ansia, attacchi di panico, difficoltà a concentrarsi o a rilassarsi, difficile gestione degli stati emotivi intensi in generale. Davanti a prove importanti in cui è fondamentale mantenere lucidità, concentrazione e padronanza di sè. Ovunque sia importante saper guidare il proprio pensiero senza lasciare che le emozioni negative prendano il sopravvento. Oggi viene usato anche in medicina con i pazienti oncologici (vedi Stanizzo, Torta 2009) e da tempo nella preparazione al parto.

Il metodo di Schultz comporta una regolarità nell’applicazione della tecnica e negli orari, tali da indurre via, via, una consuetudine e un’acquisizione definitiva. Il soggetto impara infatti, gradualmente ad applicare su di sé l’autoinduzione, fintanto chè l’aiuto del Terapeuta non è più necessario. Il termine training fa riferimento a un graduale allenamento che consiste in una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva. Si definisce autogeno poiché si genera da sé, in assenza della figura del terapeuta grazie la capacità di eseguire autonomamente gli esercizi che si genera progressivamente.

Poter dedicare delle ore quotidianamente a queste pratiche garantisce un buon antidoto per lo stress. È necessario conoscersi ed individuare quelle che meglio si adattano a se stessi.

L’approfondimento della conoscenza degli esercizi di base del Training Autogeno permette di comprendere meglio le innumerevoli possibilità applicative che sono state sviluppate rispetto all’uso originario di tale metodo. Il T.A., infatti, nasce originariamente in campo clinico psicologico e psicosomatico per affrontare problematiche quali:

  • disturbi funzionali e somatizzazioni di tipo neurovegetativo(cefalee, tachicardie, problemi circolatori e respiratori, disturbi digestivi);
  • fobie e disturbi d’ansia;
  • tic o balbuzie;
  • disturbi del sonno (insonnia, apnee).

Ben presto i seguaci e prosecutori dell’uso del Training Autogeno hanno sperimentato adattamenti degli esercizi in altri settori.

Uno dei primi esempi riguarda il mondo della psicologia del lavoro, in cui molte industrie hanno voluto e richiesto di provare questo metodo, sperimentando le sue ricadute positive sul rendimento in azienda e sulla sua capacità di limitare lo stress e l’assenteismo legato a problematiche di questo tipo.

Attualmente uno dei campi più importanti di applicazione di questa tecnica è quello della psicologia dello sport e della preparazione mentale degli atleti (Bassi G.B., Bonfanti M., Arcelli E.) che riguarda sia intere squadre sportive (di calcio basket, pallacanestro, pallanuoto) che atleti che praticano sport individuali in cui alcuni esercizi risultano utilissimi sia alla performance che alla riduzione che al recupero di alcuni infortuni. E’ il caso dello sci, del baseball, del tennis, della scherma o di alcune arti marziali in cui la tecnica si rivela efficacissima anche per il controllo della concentrazione. Da molti anni ormai questa tecnica è parte integrante dei cosiddetti “corsi di preparazione al parto” e se, preventivamente imparata, risulta molto utile a gestire le emozioni e a controllare il respiro ed il dolore.

Infine, vanno ricordate con curiosità ed interesse le più recenti, ma non meno diffuse, applicazioni. Una delle principali concerne il campo educativo in cui il T.A. per l’infanzia si trasforma in “fiabe del rilassamento” che possono essere utilizzate per affrontare difficoltà di sviluppo piuttosto diffuse, superando anche i limiti delle classiche tecniche di approccio verbale al problema. Un’altra recente applicazione della tecnica riguarda i trattamenti estetici, soprattutto quelli che si rivolgono alla cura dell’acne nervosa o da stress, dei problemi estetici della cattiva circolazione o più semplicemente al rilassamento e alla ricerca di un benessere globale che si associa ai trattamenti effettuati nelle sale di bellezza o nei centri termali.

 

Riferimenti biliografici:

Shultz, J. H. (1921). Uber Schichtenbildung in hypnotischen Selbstbeobachten. Mschr Psihiat Neurol, 49, 137-143.

Stanizzo, M. R., Torta R. (2009). Esperienze di Training Autogeno in oncologia: efficacia su ansia, depressione e qualità della vita. Psicologia Psicoterapia e Salute, volume 15.

 

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