Innamoramento, amore e costellazioni familiari (1)
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L’AMORE OLTRE L’AMORE (parte prima).
Cosa può far sì che l’amore sopravviva al tempo e alle avversità? Come, l’innamoramento può raggiungere quella profondità ed evoluzione che lo trasformerà in amore durevole?
Le Costellazioni Familiari, metodologia terapeutica sviluppata da Bert Hellinger, offrono alcune interessanti risposte a queste e ad altre domande relative all’amore di coppia, partendo dalla osservazione fenomenologia delle situazioni problematiche e non. Quando due persone si incontrano e si innamorano in loro nasce un grande sentimento di felicità, un atteggiamento di apertura e di entusiasmo. Questo sentimento sembra più potente di qualsiasi ostacolo e predispone ad un cambiamento e ad un nuovo atto creativo (coppia, figli, famiglia, matrimonio, ecc..). Una delle preoccupazioni più frequenti, sia per chi vive l’innamoramento, sia per chi se ne occupa a livello psicoterapeutico, è relativo alla qualità di questo amore. Esso sarà abbastanza forte da durare nel tempo? Cosa accadrà all’amore se, dopo un lungo o breve periodo, le strade di due persone si separeranno?
Nel periodo storico in cui viviamo è facile che ognuno di noi si ponga degli interrogativi rispetto al proprio ruolo e alla propria responsabilità all’interno del sistema di appartenenza: famiglia, gruppo scolastico o associativo, lavoro, politica, ecologia. Non c’è più nulla di scontato e la tradizione non basta per indicarci la strada da percorrere. Abbiamo la possibilità di essere sempre più consapevoli e responsabili delle nostre azioni, ma non sempre ciò accade quando ci innamoriamo. L’amore rischia di non sopravvivere alla realtà e ci chiediamo cosa potrebbe invece mantenerlo.
Hellinger, quando parla di amore di coppia, si riferisce a qualcosa che non è visibile: con le Costellazioni si coglie, pur senza conoscerlo, il destino di ognuno, e lo si rispetta. Talvolta i limiti della realtà in una coppia possono essere superati, altre volte no, ma anche in questo caso l’amore dello spirito continua a rispettare ciò che si è e ciò che ci guida. Quando l’uomo e la donna si incontrano essi, fino ad un attimo prima, sono appartenuti a due mondi molto diversi, sia dal punto di vista culturale che familiare, e sono indiscutibilmente e peculiarmente diversi in quanto l’uno è uomo (maschile) e l’altra è donna (femminile). Continueranno ad esser diversi anche frequentandosi per molto tempo. Eppure entrambi i componenti della coppia spesso pretenderebbero di somigliarsi, vorrebbero che l’altro fosse lo specchio delle loro aspettative, che si adattasse ad un modello idealizzato o inconsapevole.
Uno dei fondamenti per una vita di coppia “sana” è la capacità di riconoscersi diversi (sia culturalmente che a livello di ruolo, di sesso, ecc..) e di rispettare tale diversità. In questo modo si ha la possibilità di entrare realmente in una relazione di coppia a “seconda vista”*, dove l’amore profondo costituisce la base del legame, dove la coppia diventa creatrice, sostegno, evoluzione, libertà. Quando si parla di coppia, in realtà non è sufficiente guardare esclusivamente all’uomo e alla donna. Alle spalle della coppia ci sono le famiglie, anch’esse diverse tra loro, ma anch’esse ugualmente buone. Anche questo fatto spesso si rivela un grosso scoglio per il buon andamento di una coppia, perché non vengono sempre riconosciute e rispettate le famiglie d’origine dei partner. Chiaro che, affinché ciò avvenga, l’uomo e la donna devono rinunciare ad una parte dei valori che ritenevano giusti e che appartenevano alla propria famiglia d’origine per includere i valori dell’altro.
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