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La violenza sulla donna

Articoli
Valentina Marchetti

I diversi tipi di maltrattamenti a cui le donne nella nostra società vanno incontro possiamo classificarli secondo delle macro categorie che con maggiore frequenza vengono rilevate:

 

1. violenza psicologica;
2. violenza fisica;
3. violenza economica;
4. violenza sessuale;

 

1.  Per violenza psicologica si intende una serie di atteggiamenti sia intimidatori e minacciosi, sia vessatori e denigratori da parte del partner, nonché tattiche di isolamento messe in atto dallo stesso.

 

Per gli esempi sopra riportati si parla anche di violenza morale e di molestie morali. Le molestie morali sono la categoria più difficile da identificare, in quanto consistono in una serie di atteggiamenti che si potrebbero, in crescendo, così elencare: rifiuto dell'altro, sarcasmo, derisione, disprezzo, totale mortificazione, aggressione, sopraffazione e squalificazione dell'altro, isolamento, imposizione del proprio potere e sottomissione, abuso di potere. In molti casi, il maltrattamento psicologico è così pesante che si ha un vero e proprio lavaggio del cervello: esposti a questo modus vivendi, la donna e i figli perdono completamente la stima di sé, sviluppando gravi danni sul piano psicologico, tanto da poter necessitare in seguito anche di terapia riabiliativa. Si tratta di una violenza subdola, che mira a combattere l'identità dell'altro ed a privarlo di ogni individualità, che si consuma nell'ambito di un rapporto di coppia, in cui uno diventa l'aggressore e l'altro l'aggredito, uno il violento e l'altro la vittima. Nei casi più gravi, può scatenare un processo reale di distruzione morale che può condurre alla malattia mentale o al suicidio.

 

L'isolamento comprende: il controllo delle scelte individuali e delle relazioni sociali, come l'impedire alla donna di lavorare, di andare a scuola, in chiesa o di incontrare gli amici e i membri della famiglia; chiusura comunicativa e rifiuto di ascolto, sottrazione dei documenti d'identità, controllo della posta, isolamento in casa senza telefono o mediante la privazione dei mezzi di locomozione.

 

 

2.  La violenza fisica comprende l'uso di qualsiasi atto volto a far male o a spaventare la vittima. Non riguarda solo l'aggressione fisica grave, che causa ferite richiedenti cure mediche di emergenza, ma anche ogni contatto fisico mirante a spaventare ed a rendere la vittima soggetta al controllo dell'aggressore. Alcuni esempi in merito sono:

spingere, strattonare, impedire di muovere trattenendo l'altro, rompere o danneggiare oggetti nella vicinanza della vittima, prendere per il collo, schiaffeggiare, mordere, causare bruciature di sigarette. Il maltrattamento fisico può comprendere anche l'essere chiusi in una stanza o fuori di casa, l'essere tenuti forzatamente svegli o minacciati con un arma.

 

 

3.  Per violenza economica si intende una serie di atteggiamenti volti essenzialmente ad impedire che il partner diventi o possa diventare economicamente indipendente, al fine di poter esercitare su di esso un controllo indiretto, ma estremamente efficace. Tra questi atteggiamenti rientrano, ad esempio, l'impedire la ricerca di un lavoro o del suo mantenimento, la privazione od il controllo dello stipendio, il controllo della gestione della vita quotidiana ed il mancato assolvimento degli impegni economici assunti con il matrimonio.

 

La violenza economica riguarda, dunque, tutto ciò che, direttamente o indirettamente, concorre a far sì che il partner sia costretto in una situazione di dipendenza e/o non abbia i mezzi economici sufficienti per soddisfare i bisogni di sussistenza propri e dei figli.

Nella grande maggioranza dei casi, tale forma di violenza consiste in un insieme di strategie che privano la donna di decidere e/o di agire autonomamente e liberamente, rispetto ai propri desideri e scelte di vita. Questo tipo di violenza viene attuato mediante varie strategie di controllo:

• negando, controllando puntigliosamente o limitando l'accesso alle finanze familiari, quali conti in banca o altre finanze;
• occultando ogni tipo di informazione sui mezzi finanziari della famiglia o sulla situazione patrimoniale in genere della stessa;
• vietando, ostacolando o boicottando l'accesso ad un lavoro fuori casa;
• non adempiendo ai doveri di mantenimento stabiliti da leggi e sentenze;
• sfruttando la donna come forza lavoro nell'azienda familiare (contadina, turistica, artigiana, ecc), senza alcuna retribuzione né potere decisionale o accesso ai mezzi finanziari;
• appropriandosi dei proventi del lavoro della donna ed usandoli a proprio vantaggio;
• indebitando la donna per far fronte alle proprie inadempienze;
• attuando ogni forma di tutela giuridica, anche preventiva, ad esclusivo proprio vantaggio e a danno della donna (quale l'intestazione di immobili o di attività produttive).

Gli effetti della violenza economica si rilevano come uno degli ostacoli più grossi nel momento in cui la donna si sente pronta per uscire dalla situazione di maltrattamento e deve fare i conti con le reali possibilità di farcela.

 

 

4.  La violenza sessuale all'interno del rapporto di coppia si manifesta con l'imposizione di rapporti indesiderati. Può assumere diversi aspetti quali, ad esempio, il desiderio del partner di avere un rapporto sessuale dopo aver picchiato e/o umiliato la donna, e la messa in atto dello stesso mediante la forza o mediante ricatti psicologici. Altre forme di violenza sessuale riguardano l'imposizione di pratiche indesiderate, sotto minacce di varia natura, o di rapporti che implichino il far male fisicamente e/o psicologicamente.

 

Anche il riconoscimento della violenza sessuale, all'interno della coppia, risulta difficile. Ciò a causa di radicate rappresentazioni dei doveri coniugali, della difficoltà a parlarne e delle reazioni del contesto socioculturale che tendono a minimizzare o a giustificare la violenza legata al comportamento sessualmente aggressivo del maschio, come prova della sua virilità, o come un suo diritto.

 

Le CONSEGUENZE: Dopo un'aggressione sessuale, la donna può vivere reazioni di diverso genere: alcune donne reagiscono immediatamente, altre dopo molto tempo; alcune donne rimangono traumatizzate, altre recuperano. Nelle prime fasi dopo l'aggressione, molte riferiscono stati di
• shock
• confusione
• ansia
• insensibilità, intorpidimento.

 

Nei primi giorni e settimane che seguono l'aggressione, è molto normale per una donna sperimentare emozioni molto intense e talvolta imprevedibili. Il ricordo dell'accaduto può ripresentarsi alla mente a più riprese, e gli incubi non sono rari. Alcune riferiscono di avere difficoltà a concentrarsi e a dormire. Altre presentano dei sintomi estremamente gravi, che impediscono alla donna di chiedere aiuto oppure di parlare dell'accaduto.

 

Si parla in questo caso di Sindrome acuta da stress (Acute Stress Disorder ASD). I sintomi includono:
• il sentirsi intorpidita e distaccata, come se si stesse vivendo un sogno, e percepire il mondo esteriore come strano e irreale
• difficoltà a ricordare dettagli importanti dell'aggressione
• rivivere l'aggressione con pensieri ossessivi, ricordi, incubi
• evitare luoghi e cose che ricordano l'aggressione
• ansia crescente

 

Altre reazioni ad un'aggressione sessuale possono essere:
• depressione grave (Major Depressive Disorder MDD): le ricerche dimostrano che almeno 1/3 delle vittime di stupro vivono almeno un periodo di depressione grave, e che il 17% delle vittime si suicida.
• rabbia: benché dopo un evento del genere una reazione di rabbia sia sana e normale, alcune ricerche suggeriscono che una rabbia intensa e prolungata nel tempo può interferire con il processo di guarigione
•senso di vergogna e colpa: questi sentimenti sono molto normali dopo un'aggressione sessuale. Alcune donne biasimano se stesse per l'accaduto. Questo è ancora più frequente se l'aggressore è un conoscente oppure se le vittime non ricevono aiuto da parte di familiari, amici, autorità. Il senso di vergogna e colpa può anche impedire alla donna di raccontare ad altri l'accaduto.
• Problemi sociali e relazionali: alcune donne diventano troppo ansiose o depresse per voler continuare ad avere una vita sociale; il rendimento sul lavoro ne risente.
• Problemi sessuali: questi problemi sono i più duraturi fra le donne vittime di aggressione sessuale; le donne possono temere ed evitare ogni tipo di contatto.
• Alcool e droga: rispetto a donne che non hanno subito tale esperienza, le donne sopravvissute a uno stupro hanno 3-4 volte possibilità di fumare marijuana, 6 volte di far uso di cocaina, e 10 volte di far uso di droghe più pesanti.

 

La violenza intrafamiliare ha come sfondo una rete di relazioni familiari distorte. Il fenomeno taglia trasversalmente tutte le fasce sociali, anche se emerge maggiormente in quelle meno abbienti. Ciò in quanto i servizi territoriali possono penetrarvi più facilmente e percepire le situazioni a rischio: infatti, la segnalazione trova nei contesti più degradati un minor numero di ostacoli.

 

Anche se le conseguenze dello svantaggio culturale ed economico riguardano soprattutto le classi marginali, esiste un fenomeno che caratterizza tutte le classi sociali, ovvero l'incapacità relazionale, che può sottendere ad una situazione di prevaricazione e di abuso. Mentre lo svantaggio economico è ben visibile e quindi più facilmente aggredibile attraverso opportuni percorsi, quello relazionale, basato su una comunicazione familiare distorta e perversa, è meno visibile all'esterno e dunque meno prevenibile o curabile. Ciò significa che, in pratica, non è possibile disegnare l'identikit del soggetto abusante, potendo egli appartenere a qualsiasi ambiente sociale, svolgere qualsiasi attività lavorativa ed avere qualsiasi età. 

 

Bibliografia:
“ Analisi del comportamento maltrattante e delle diverse tipologie di maltrattamento intrafamiliare”. C. Bartolomei. Associazione di Psicologia Giuridica e Forense.

 

 

(Contributo presentato alla Conferenza, organizzata dal Comune di Fonte Nuova (RM) e l’Associazione Donne di Cristallo, sul tema della Violenza sulla donna)

 

Commenti  

 
0 #1 Ospite 2010-10-28 10:36
La chiarezza dei concetti espressi e l'impegno con il quale si cerca di portare il proprio contributo ad un problema sociale così grave merita una grande e sincera riconoscenza.Mi piacerebbe molto se si aprisse uno scambio di idee, di suggerimenti preziosi che ci fanno crescere. Perchè, ormai lo sapete tutti, chi violenta una donna, vioenta una famiglia.Grazie di cuore
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