Innamoramento, amore e costellazioni familiari (2)
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Quando il conduttore di Costellazioni familiari lavora con una coppia molto spesso si rivolge in realtà ad un contesto più ampio: la famiglia d’origine.
Infatti ognuno di noi, prima di relazionarsi con un partner in un rapporto di coppia, è stato figlio, legato con profondo amore a chi gli ha dato la vita. Con quel grande legame può conservare una fedeltà così forte, da non poter intraprendere un’altra relazione d’amore con un proprio pari. Questo tipo di legame con la famiglia d’origine si può esprimere sotto forma di “irretimenti”, presa in carico di dolore e colpa di altri membri della famiglia, nostalgia per i defunti, compensazione tra chi è svantaggiato e chi è più fortunato.
Il conduttore aiuta a far emergere queste problematiche correlate al “farsi carico” per amore, di responsabilità altrui: Si tratta di un pensiero quasi magico quello che fa credere alle persone di poter salvare gli altri portandone “i pesi”.
In realtà questo obiettivo è irraggiungibile e le persone, attraverso le Costellazioni familiari possono constatarlo. In questo modo possono decidere di rimanere consapevolmente in quello stato o rinunciare a sacrificarsi inutilmente per gli altri e cominciare a realizzare la propria vita.
Un altro punto importate che riguarda i rapporti di coppia ha a che fare con il “dare” e il “ricevere”.
Quando un componente della coppia dona all’altro, si pone in una posizione di “superiorità” che fa sentire all’altro il bisogno di compensare e quindi di dare a sua volta. E dato che lo fa con amore, darà sempre un po’ di più. In questo modo, dando sempre un po’ di più e ricevendo sempre un po’ di più si crea un equilibrio nella coppia, che assicura una crescita sempre maggiore del legame.
Non accade sempre così però: spesso un componente della coppia non vuole legarsi troppo, magari perché non si sente sicuro del proprio partner o per irretimeni con la famiglia d’origine, e così darà poco e riceverà poco..il legame non sarà molto profondo e sarà più facile separarsi.
In altri casi, quando uno dei due riceve troppo e non sa come ricambiare, c’è il rischio che lasci il partner, perché non c’è possibilità di compensazione.
All’interno di una relazione di coppia un concetto molto spinoso è quello legato alla fedeltà.
Generalmente c’è la tendenza a giudicare questa situazione in maniera univoca senza valutare la complessità della vita umana.
Per principio direi che la fedeltà, secondo le Costellazioni Familiari, potrebbe essere intesa come un compito comune a due persone, una responsabilità comune, nella conduzione della famiglia, nel caso ci siano figli. In caso contrario assume significati diversi.
In pratica, nel caso ci siano figli, viene richiesto reciprocamente dai due partner di rispettarsi e mostrarsi affidabili verso il compito comune.
Questo conferisce equilibrio alla coppia e rinforza l’amore.
Tendenzialmente però, la richiesta di un partner al suo/a compagno/a di essere fedele è la richiesta che un bambino potrebbe fare alla madre: non essere abbandonato. Il partner cioè si mette in relazione col proprio compagno/a come un figlio con la madre, non come un suo pari. In definitiva la richiesta di fedeltà (non il comportamento fedele) influenza negativamente la relazione e la sbilancia.
Due adulti non dipendono l’uno dall’altro come madre e figlio, sono autonomi e, come scrive Gibran ne “Il Profeta”: <>, eppure reggono perfettamente il tempio.
La pretesa e richiesta di fedeltà è impropria e allontana il/la partner. Con ciò non viene messa in discussione la fedeltà come un valore superato e inutile, anzi, se nasce dalla volontà del singolo (non dalla richiesta del partner), e dalla propria responsabilità, anche questo rinforza la vita di coppia.
Del resto, quando è presente l’infedeltà in una coppia, spesso alla base c’è un legame non risolto con la famiglia d’origine: una donna che non ha risolto il conflitto con il padre o un uomo con la madre; oppure ancora uno dei due partner irretito con antenati morti (e dunque poco presente nella coppia) può lasciare uno spazio vuoto che talvolta l’altro colma con un/a partner sostitutivo/a. A volte convivono situazioni di coppia dove, l’equilibrio è dato dalla presenza di una terza figura compensativa.
La vita umana è davvero molto complessa, difficilmente incasellabile e giudicabile, al punto che gli stessi concetti di amore “perfetto”, o felicità di coppia possono avere mille sfaccettature.
Probabilmente, la capacità di essere indulgente col proprio partner e permettergli un’alta percentuale di errori, è una buona ricetta per raggiungere una felicità che sia, non grande ma “consueta”(Hellinger).
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