logo
Home > Cosa facciamo > Risorse online > Articoli > Come restare umani? (in memoria di Vittorio Arrigoni)

Come restare umani? (in memoria di Vittorio Arrigoni)

Articoli
Maurizio Brasini

Noi uomini, intesi come appartenenti al genere umano, sembriamo nutrire la spontanea e radicata convinzione di possedere, tra tutti gli esseri viventi, delle qualità speciali. Ma, a ben pensarci, sapremmo dire che cosa contraddistingue la natura e l'essenza della nostra specie? In altre parole: che cosa definisce l'umanità dell'uomo?

 

Senza pretese di volersi inoltrare in complesse questioni filosofiche, se ci atteniamo al significato corrente delle parole, scopriamo che "umano" è sinonimo di una molteplicità di qualità (vedi qui) riconducibili in varia misura alla capacità di amare il proprio prossimo, nelle infinite sfumature cui il verbo "amare" rimanda. Per contro, il "disumano" è connotato da una serie di caratteristiche (vedi qui) che segnalano l'incapacità di stabilire relazioni positive con i propri simili, sconfinando in crudeltà e ferocia "bestiali". Quindi, da una parte è umano chi sa accogliere l'altro come simile a sé; dall'altra parte è disumano chi fa con il suo simile quello che farebbe un lupo.

Eppure non è così. Chi studia il comportamento degli animali ci avvisa che nessun lupo fa il lupo con i suoi simili; nessun coccodrillo, nessuno squalo, nessun leone. Per meglio dire, nessun animale, nemmeno tra quelli che noi consideriamo i più feroci predatori, mette in atto comportamenti di predazione contro i suoi conspecifici. E' una regola della natura finalizata alla sopravvivenza: nessun animale può andare a caccia a danno della sua specie, pena l'estinzione. Per questa ragione, il coccodrillo, lo squalo, il leone e il lupo, hanno tutti un meccanismo di rilevazione del tipo "questo è un mio simile: non uccidere" oppure "questo non è come me: uccidere".

E l'uomo? L'uomo non fa eccezione alla regola generale, ma quel meccanismo di rilevazione che serve ad individuare il simile dal non-simile, nel nostro caso l'umano (come me) dal dis-umano (diverso da me), sembra essere diventato più elastico che in qualunque altra specie animale.  

Un esempio "virtuoso". Molti già conosceranno questo video:

Questi due ragazzi hanno commosso il mondo perché hanno visto un cucciolo bisognoso di cure dove c'era un potenziale predatore, e hanno continuato a crederci fino al punto da convincere anche il predatore. C'è da dire che l'esperimento non sarebbe riuscito con uno squalo o un coccodrillo; ma il leone è un mammifero, e come tutti i mammiferi stabilisce un legame significativo con chi si prende cura di lui da cucciolo. A distanza di tempo, qualcosa nella memoria del leone adulto, verosimilmente nella memoria olfattiva, gli dice che quei due ragazzi sono "famiglia"; per questo invece di sbranarli si strofina a loro (un comportamento che serve a "mischiare" il proprio odore con quello dell'altro e riconoscerlo come parte di sé).

All'opposto, ecco un esempio tragico, solo uno delle centinaia di migliaia di esempi possibili in cui l'uomo, da solo o in branco, si spinge fino al punto di non riconoscere più l'altro come un suo simile. Solo così diventa possibile stuprare, torturare, uccidere un altro essere umano. Solo a condizione di non riconoscerne più l'umanità, e perdendo così irrimediabilmente il senso della nostra stessa umanità. L'altro diventa una preda, e noi diventiamo predatori, o viceversa.

"Stay human" (restiamo umani) era l'esortazione con cui Vittorio Arrigoni (1975-2011) concludeva i suoi reportages dalla striscia di Gaza. Quasi un mantra, il suo, ad esorcizzare le quotidiane violazioni di quei diritti umani a cui aveva scelto di dedicare la vita. Perché solo per noi, noi esseri umani, continuare a vedere nell'altro un nostro simile degno del nostro amore, è frutto di una scelta. E di più: è una sfida, tentare di rimanere "umani" nonostante tutto, nonostante sia così umano trasformarci anche noi in lupi per gli altri uomini.

vittorio_arrigoni1

 

Commenti  

 
0 #1 elisabetta 2011-06-13 12:13
grazie per aver ricordato vittorio, e in modo così "delicato"
Citazione
 

Domande recenti



More Topics »

Ultimi commenti

  • :sigh: figooooo continua a leggere...
  • 61 anni, nata al nord e figlia del sud. il disturbo cosiddetto bipolare e' stato diagnosticato dal 1992. si ripresenta sempre sotto forma appunto di e... continua a leggere...
  • ritengo che la depressione mascherata sia solo un autodifesa contro il potere sociale senza basi organica a parte qualche caso continua a leggere...

Per appuntamenti

chiamaci

email

Accedi (login)

Ricerca nel sito

Condividi su Facebook!