Guarire dai rimpianti
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Cos'è il rimpianto?
Il rimpianto è uno stato d'animo negativo che ci tiene legati al passato o, per meglio dire, a una certa ricostruzione del nostro passato in cui, guardando indietro, ci sembra di rintracciare le cause del nostro malessere e della nostra attuale insoddisfazione.
In genere, il rimpianto deriva dalla sensazione di essersi lasciati vivere senza rendersi protagonisti della propria vita, con l'idea che in alcune particolari circostanze questo difetto abbia comportato una catena di conseguenze negative.
In pratica, continuiamo a ripensare a qualcosa che avremmo potuto far andare diversamente, però siccome il passato è passato, non siamo più in tempo per rimediare: siamo in trappola.
In genere, il rimpianto deriva dalla sensazione di essersi lasciati vivere senza rendersi protagonisti della propria vita, con l'idea che in alcune particolari circostanze questo difetto abbia comportato una catena di conseguenze negative.
In pratica, continuiamo a ripensare a qualcosa che avremmo potuto far andare diversamente, però siccome il passato è passato, non siamo più in tempo per rimediare: siamo in trappola.
Una recente ricerca conferma la nozione di senso comune che i rimpianti abbiano un impatto negativo sulla nostra salute; la sensazione di aver commesso degli errori che ci hanno fatto cadere in basso e di non poter fare più niente per rimediare influisce sul tono dell'umore che si deprime, ci rende soggetti a stress e ci fa ammalare più facilmente.
Come guarire?
Per guarire dal rimpianto, in sostanza, bisogna distaccarsi dalle idee che ci tengono ancorati al passato, e ricominciare a vivere e ad agire nel presente. Le parole d'ordine sono "accettazione" ed "impegno".
Il primo passo in questa direzione è rendersi conto che non è veramente il nostro passato a farci ammalare, ma il modo particolare in cui noi ripensiamo ad esso. Infatti, il punto di partenza è la nostra sofferenza, che è reale, esiste nel presente, e consiste in una insoddisfazione per le nostre condizioni di vita attuali unita alla sensazione di impotenza: la mia vita (o una parte di essa) non mi piace e ho la sensazione di non poter fare niente per cambiarla.
Su queste condizioni di base si innesta il meccanismo del rimpianto, che si basa su una nostra ricostruzione arbitraria, in cui non c'è niente di reale e di vero, ma alla quale noi finiamo per credere ciecamente, perché siamo fermamente convinti della veridicità dei nostri ricordi e della solidità della particolare catena delle cause e degli effetti in cui una certa azione passata produce inevitabilmente le conseguenze negative che stiamo vivendo oggi, mentre un'altra azione ne avrebbe certamente prodotte altre di segno opposto.
Su queste condizioni di base si innesta il meccanismo del rimpianto, che si basa su una nostra ricostruzione arbitraria, in cui non c'è niente di reale e di vero, ma alla quale noi finiamo per credere ciecamente, perché siamo fermamente convinti della veridicità dei nostri ricordi e della solidità della particolare catena delle cause e degli effetti in cui una certa azione passata produce inevitabilmente le conseguenze negative che stiamo vivendo oggi, mentre un'altra azione ne avrebbe certamente prodotte altre di segno opposto.
Una volta deciso di intraprendere questo cammino, bisogna provare a cambiare la prospettiva sul proprio passato; ecco alcuni spunti:
- nessuno può stabilire cosa esattamente ha fatto andare le cose in un certo modo, né come sarebbero andate le cose compiendo azioni diverse; ogni singolo istante, ogni minimo avvenimento persino il battito d'ali di una farfalla, spalanca le porte ad un numero infinito di possibili futuri diversi, per cui è impossibile risalire ad un singolo evento passato in grado di determinare e spiegare il nostro presente;
- il passato per come lo vediamo oggi, col cosiddetto senno di poi, non è più vero o più giusto di come vedevamo le cose allora; anzi, il tempo distorce i ricordi, e la consapevolezza più affidabile della nostra realtà è quella che abbiamo nell'attimo presente;
- non tutto il nostro passato è dipeso da noi; oltre alle azioni che abbiamo deliberatamente deciso di compiere o di non compiere, ci sono i nostri limiti e i limiti imposti dal mondo circostante: le cose succedono spesso anche senza di noi, al di là delle nostre scelte, della nostra volontà e della nostra possibilità di influenzare gli eventi.
- nessuno può stabilire cosa esattamente ha fatto andare le cose in un certo modo, né come sarebbero andate le cose compiendo azioni diverse; ogni singolo istante, ogni minimo avvenimento persino il battito d'ali di una farfalla, spalanca le porte ad un numero infinito di possibili futuri diversi, per cui è impossibile risalire ad un singolo evento passato in grado di determinare e spiegare il nostro presente;
- il passato per come lo vediamo oggi, col cosiddetto senno di poi, non è più vero o più giusto di come vedevamo le cose allora; anzi, il tempo distorce i ricordi, e la consapevolezza più affidabile della nostra realtà è quella che abbiamo nell'attimo presente;
- non tutto il nostro passato è dipeso da noi; oltre alle azioni che abbiamo deliberatamente deciso di compiere o di non compiere, ci sono i nostri limiti e i limiti imposti dal mondo circostante: le cose succedono spesso anche senza di noi, al di là delle nostre scelte, della nostra volontà e della nostra possibilità di influenzare gli eventi.
Cambiare la prospettiva sul proprio passato significa in altre parole farci pace, e perdonarsi. Una volta accettati gli aspetti del nostro passato che ci tenevano prigionieri, non ci rimane che constatare una cosa ovvia: che nel passato non possiamo più agire, mentre possiamo ancora farlo nel presente. Scoprire le nostre possibilità ed esercitare le nostre capacità ogni giorno sarà il passo che ci consentirà di guarire definitivamente dai rimpianti e ricominciare finalmente a vivere la nostra vita.
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