La coppia: fasi ed evoluzione
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Sembrerà strano, perlomeno ai non “addetti ai lavori”, eppure la storia di ogni coppia, è proprio costellata da una serie di fasi evolutive, in sequenza fra loro, molto somiglianti a quelle di sviluppo della prima infanzia.
Sono state infatti identificate sia nella relazione madre bambino, che nella relazione diadica di due amanti, delle fasi che implicano la capacità di gestire: la vicinanza o la distanza, la perdita e la disillusione, l’aggressione, la competizione, la regressione e l’ambivalenza.
In altre parole i partners esprimono emozioni, bisogni e desideri che possono essere considerati simili alle emozioni e ai bisogni e ai desideri provati dal bambino durante la sua infanzia, e dei compiti evolutivi veri e propri da raggiungere, per una crescita soddisfacente del rapporto. Ogni stadio sarà naturalmente più complesso di quello precedente. Infatti, se i due poi vivranno insieme, dovranno riuscire a poter collaborare in un gran numero di compiti: economici, sociali .. relativi alla sessualità e alla genitorialità. Saranno quindi necessari, un senso di reciprocità a lungo termine e delle regole di relazione per affrontare tutti questi compiti.
Quando e perché, allora una relazione “non funziona?”
Un buon sviluppo della coppia prevede che i partners procedano assieme attraverso le stesse fasi nell’ordine previsto. Ebbene, nella realtà si può verificare che la durata delle varie fasi per ognuno sia diversa, perciò quando gli obiettivi di ogni fase non sono raggiunti contemporaneamente, ci troviamo di fronte ad un blocco evolutivo che può creare conflitto e disagio.
Oppure, quando i partners non sono allineati, può succedere che abbiano obbiettivi e compiti diversi da realizzare trovandosi spesso a lottare tra loro per avere la priorità dei propri bisogni su quelli dell’altro.
Che fare in questi casi?
Premesso che il lavoro terapeutico, oggi, viene orientato verso una promozione delle capacità di crescita dei partners piuttosto che sull’interpretazione del singolo problema, lo stadio di sviluppo al quale la coppia, o uno dei due partners si è fermato, si può diagnosticare (anche attraverso questionari ed esercizi psicoterapeutici specifici).
Fatto ciò, scopo principale sarà quello di riportare entrambi allo stesso livello evolutivo riprendendo a procedere assieme lungo le fasi successive.
Bibliografia:
Bader E. – Pearson P. (1988). “A developmental approach to diagnosis and treatment in couples therapy”. New York, Brunner Mazel.
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