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La procedura immaginativa

I Tipi di Psicoterapia
Roberto Ercolani

 L'immagine è la rappresentazione che può essere simbolo (inteso quindi come legame col passato) o evoluzione del vissuto dell'individuo. Ed è per questo che l'Immaginario trova la sua massima espressione applicativa in un campo così complesso ed intricato come quello psicologico.

Già da Freud e di seguito attraverso l'evoluzione della metodologia Rêve-Eveillé di Desoille divenuta poi tecnica con la Procedura Immaginativa, è stato dimostrato che l'immaginario permette di esplorare la personalità in ogni sua sfaccettatura.
In questa metodologia la produzione immaginativa svolge la duplice funzione di: dare al paziente uno strumento di condivisione e di espressione del suo disagio ed inoltre permettere al paziente di recuperare la propria soggettività là dove, all'inizio del rapporto, è oggetto della patologia per la quale si rivolge a chiedere aiuto.

Per fare questo, si dà spazio al materiale immaginativo, in ogni sua forma privilegiando quello ottenuto in seduta attraverso l'utilizzo della Procedura Immaginativa. Tale produzione viene ricavata a partire da una specifica condizione di rilassamento soggettivo, durante il quale il terapeuta propone un'immagine di avvio, lo Stimolo Immaginativo Iniziale, «contenitore armonizzante per l'interiorità del paziente», e quindi come «quel tocco di risorsa affettiva di apertura-disponibilità necessaria per aprire la strada al bisogno di rielaborare immaginalmente la perduta coscienza della "forza interiore" del paziente» (tratto da L'immaginario teatro delle nostre emozioni, R. Rocca G. Stendoro, CLUEB, 2001). Per fare questo il terapeuta propone lo Stimolo Immaginativo Iniziale sulla base di una approfondita conoscenza, ottenuta tramite il colloquio, l'osservazione dei comportamenti e se necessario i test psicodiagnostici.
In risposta, il paziente si lascia andare ad immaginare secondo un proprio stile personale di procedere, implicandosi in una storia di fantasia, nella quale è quanto più possibile partecipe e spontaneo. Questa costruzione, rappresenta il mondo interno del paziente che viene comunicato direttamente al terapeuta mentre viene prodotta. Il terapeuta può decidere di intervenire, attraverso gli Spostamenti, ovvero degli interventi verbali chiarificatori e/o trasformatori dei vissuti immaginifici del paziente.
Successivamente attraverso la lettura Semantico - Proposizionale dei suoi contenuti (Analisi Comparata dell'Immaginario), il linguaggio simbolico fatto di immagini concatenate, che viene così attivato, fa emergere: i conflitti inconsci, le carenze, le distorsioni intrapsichiche, le relazioni oggettuali, le potenzialità, le rappresentazioni di istanze Egoiche, Superegoiche e dell'Es, contenuti nell'inconscio personale e collettivo, etc.
A questo punto, tutti i contenuti immaginativi, vengono riportati nell'Analisi Comparata della Realtà, attraverso la quale tutto ciò che è stato vissuto nell'immaginario, può essere rivissuto nella realtà.
La Procedura Immaginativa, in questo modo, permette quel movimento esplorativo-riparatorio di quelle aree conflittuali, rinchiuse dentro consistenti e rigide difese che fino a questo momento sono state utili ma che ora non lo sono più.

Questi tre momenti (Produzione Immaginativa; Analisi Comparata dell'Immaginario; Analisi Comparata della Realtà) vengono vissuti nella relazione terapeuta-paziente, attraverso la "Relazione di Valori Funzionali", ovvero con le parole di Rocca e Stendoro (2001): attraverso l'«interazione terapeuta-paziente, dove quest'ultimo non è considerato come una psiche da indagare e da analizzare, ma come un Soggetto autonomo, capace di esprimere anche ricorrendo alla bizzarria dei sintomi somato-psichici, i propri bisogni di Amare, Essere Amato ed essere riconosciuto con dei Valori».

Dobbiamo aggiungere, con le parole di A. Passerini, che l'aspetto transferale/controtransferale, è analizzabile, in questa metodologia, solo all'interno della produzione immaginativa (Procedura Immaginative e sogni notturni); poiché la relazione, al di fuori dell'immaginario, si colloca nella dimensione fenomenologica di due individui che interagiscono. Per questo ricerchiamo un rapporto basato sulla autenticità, spontaneità, empatia, sull'"esserci presso l'altro".
Quindi per quanto concerne gli aspetti transferale e controtransferale, poiché nella metodologia con la Procedura Immaginativa si è in grado di analizzarli solo quando si manifestano all'interno della produzione immaginativa, si parla di "Movimento Transferale" e "Movimento Controtransferale".
In tale definizione è sotteso il concetto della dinamicità dell'Immaginario (come movimento esplorativo-riparatorio).

Il Movimento transferale è dato dalla proiezione, di sentimenti riferiti a figure del passato, sui personaggi della Procedura Immaginativa. La figura del terapeuta vi può apparire in forma diretta o simbolizzata, con aspetti che appagano o che frustrano, ma che sono legati alle figure parentali.

Il Movimento Controtransferale lo si può definire come «le aspettative del terapeuta che coincidono con quelle del paziente» (Rocca, Stendoro). Nella Procedura Immaginativa il Movimento Controtransferale si evidenzia negli Spostamenti e nella scelta degli Stimoli Immaginativi Iniziali.

Queste considerazioni, sottolineano come la Procedura Immaginativa, sia un forte strumento di indagine e di intervento, ma naturalmente evidenziano anche, quanto sia importante la formazione e la preparazione del terapeuta che utilizza questa metodologia.
Ogni intervento, che sia di consulenza o di psicoterapia, presuppone una relazione (la Relazione di Valori Funzionali) che non esula nessuno dei partecipanti dal mettersi completamente in gioco.

L'uomo, fortunatamente, risponde alle leggi della natura mettendo in gioco le sue emozioni.
In una giornata di vacanza, con il sole alto nel cielo e l'aria rinfrescata da una brezza che proviene dal mare le emozioni dell'uomo sono positivizzate dalle sensazioni e dalle percezioni che gli arrivano dall'esterno.
Allo stesso modo, nella caoticità e nel grigiore di una città, magari all'ennesima giornata di pioggia, o all'ennesimo problema lavorativo, l'uomo negativizza tutti gli stimoli che gli giungono, al punto di non riuscire ad apprezzare nemmeno quello che di buono e positivo avrebbe potuto cogliere.

Nell'immaginazione, l'individuo è libero di controllare e di costruire i suoi vissuti. Quindi, la libertà di esprimere a proprio modo le emozioni, i ricordi, le fantasie, le interazioni, i propositi, etc., fa si che l'immaginario diventi uno strumento di intervento alla portata di tutti, senza differenza di età o di sesso, di credo o cultura.

Così attraverso il terapeuta, che non è solo colui che raccoglie i dati, si estrapolano i significati e i contenuti dati dall'inconscio e rilevati attraverso l'intensità dei tratti, le coloriture, i sentimenti e gli affetti delle parole del paziente, e anche attraverso il corrispettivo vissuto del terapeuta nei confronti della relazione.

Concludendo, la Procedura Immaginativa permette, in modo rispettoso dei tempi e della maturità del paziente, sia di esplorare ed indagare, sia di riparare e ristrutturare i contenuti psichici inconsci di chi decide di intraprendere un percorso conoscitivo o terapeutico con questa metodologia.
Un frutto non ancora maturo, si farà largo tra le foglie per poter godere al meglio dei raggi del sole. Però se quel frutto non riuscirà a ricevere la luce ed il nutrimento di cui necessità, non riuscirà a maturare e non potrà essere colto.
Ma se quel frutto avrà tutto ciò di cui necessità, ed il contadino avrà cura di nutrire la pianta e di proteggerla dagli agenti dannosi, allora quel frutto inizialmente acerbo, potrà crescere e maturare per poi staccarsi naturalmente dal ramo.
Non tutti i frutti maturano allo stesso modo e non tutti gli alberi da frutto vengono custoditi e coltivati in orti rigogliosi, quello che conta è sapere quando e come chiedere che quel frutto venga aiutato a maturare in modo che possa raggiungere il massimo della sua dolcezza e della sua colorazione.
Analisi con la Procedura Immaginativa, non vuole dire per forza intervenire su una psicopatologia in atto, ma vuole più spesso dire, permettere a quel frutto di ottenere il massimo dal mondo circostante, per potere dare il massimo a chi gli è accanto.

 

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