"Non posso vivere senza te" (la trappola).
| L'Esperto Risponde |
Mi chiamo [xxx] e vivo in un piccolo paese del Sud.
Ho 20 anni e sono fidanzata con un ragazzo da 5 anni, lui ha 10 anni più di me.
Ora io ho deciso che cosa voglio fare da grande e per farlo devo andare a studiare in una grande città per un anno. Lui non è felice di questo; dice che non vuole chiedermi di rimanere perché sarebbe come togliermi qualcosa, ma allo stesso tempo non vuole che parto perché dice che la sua medicina sono io.
Lui caratterialmente è un eremita, se ha un problema non ne parla con nessuno. Negli anni ha allontanato tutte le persone che gli volevano bene e ha lasciato al suo fianco solo ed esclusivamente me. Lui dice che sta bene solo quando sta con me, che si riesce a calmare solo quando sta con me.
Ha detto che se parto lui non sa come potrebbe finire, non che si voglia suicidare ma solo ha paura di non farcela, di non riuscire a mantenere una lucidità mentale che gli permetta di ragionare bene. Dice di non essere normale, che non sa affrontare le cose e che il suo è un amore malato. Io non so cosa fare per aiutarlo.
Cara [xxx],
in effetti si trova in una situazione difficile.
Correrò il rischio di essere un po' brusco, ma credo sia l'unico modo.
Qualcosa non va nella sua relazione con quest'uomo, e penso che se ne renda conto da sola.
Il problema non è che lui sia più grande, o che lui sia un eremita, o che lui dica di rischiare di impazzire e di fare degli spropositi se lei si allontana.
In pratica, lei è diventata una specie di medicina salvavita per quest'uomo. Lui non vive senza di lei; quindi lei non può allontanarsi o metterà a repentaglio la sopravvienza di quest'uomo. Capisco che questa situazione la faccia sentire in trappola, e non escludo affatto che il suo ragazzo sia davvero una persona problematica ed estremamente bisognosa di aiuto.
Tuttavia, il mio suggerimento è di non continuare a ragionare in termini di: "... lui dice ... lui pensa ...". Cominci piuttosto a considerare qual è il suo problema. Si domandi come mai LEI si trova incastrata in una relazione del genere, e cosa può fare lei per trovare una soluzione.
Ad esempio, secondo me accettare l'idea di essere la medicina salvavita del suo fidanzato è un suo problema, che rischia di condizionare seriamente la sua vita.
Se io fossi in lei, mi rivolgerei ad un esperto per risolvere il suo problema, e mi porrei come obiettivo la conquista di un amore dove nessuno è la medicina di nessuno.
In bocca al lupo,
Maurizio Brasini
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