Un disperato bisogno d'amore
| L'Esperto Risponde |
Caro dr. Brasini,
le scrivo per un consiglio sulla situazione di una mia amica, una donna di 40 anni, un tipo alla Sabrina Ferilli, in ottima salute, con un lavoro di impiegata, che sta vivendo da circa 10 anni una situazione sentimentale che definirei "malata".
Dopo i primi anni in cui lei ha tentato inutilmente di convincerlo alla convivenza, il partner ha perso interesse per lei; nell’ultimo anno ha avuto altre storie, le parla sgarbatamente, la vede come se le facesse un piacere, le dice che loro non stanno più assieme, e che lui ha il diritto di trattarla come gli pare.
Lui alterna carinerie ad assoluta indifferenza e maleducazione, anche nel giro di poche ore e apparentemente senza motivo: è incoerente e discontinuo, non so se sia cattivo o disturbato!
Lei ovviamente cade in crisi di panico e pianto quando capitano scontri verbali pesanti, al punto da non riuscire ad andare al lavoro.
Con me ed altre amiche si sfoga, ma manifesta ormai apertamente la richiesta di un nostro maggior supporto, si aspetta una maggiore disponibilità a starle vicino: vorrebbe essere chiamata spesso per uscire perchè passare tempo in compagnia la aiuterebbe a distogliere i pensieri ed inoltre le consentirebbe di conoscere altre persone.
L'idea di conoscere un altro uomo che le faccia dimenticare questo ormai è un chiodo fisso; peraltro, la sua voglia di uscire è iniziata con i problemi con il partner, perchè fino a quando era impegnata con lui, non aveva tutto questo tempo libero che ha ora.
Da parte mia ho cercato di farle capire che ognuna ha i propri impegni di lavoro e famiglia,che le amiche possono voler coltivare anche altre attività senza volerla coinvolgere,e questo non vuol dire non esserle amica. Le ho anche suggerito di rivolgersi a uno psicologo ma lei dice che non le serve, che ci siamo noi amiche e lei conta su di noi.
In sostanza, tutte queste lamentele, richieste e pretese stanno trasformandosi in un ricatto morale.
Personalmente mi sento impotente,me ne dispiace e temo che la situazione possa degenerare.
Grazie,
Cara G.,
davvero un caso interessante, quello che descrive.
Una donna sana ed attraente, vittima di un uomo che la maltratta ma a cui rimane inspiegabilmente e caparbiamente legata.
Lei, in quanto amica, non può che sentirsi solidale, disapprovando la condotta del partner, e accogliendo come può le richieste rivolte a voi amiche di fornirle una maggiore continuità nella presenza.
Ma qui accade qualcosa di strano; lei sente che le aspettative della sua amica sono eccessivamente pressanti, per certi versi irrealistiche, come se contasse troppo su questi legami di amicizia. Inoltre, sembra che niente funzioni nel farla sentire un po' meglio, e che lei stessa non faccia molto per migliorare la propria condizione. Addirittura, sente che la sua amica, con le sue pretese eccessive, la sta quasi ricattando.
A questo punto, lei è nella condizione di sperimentare sulla sua pelle l’essenza del problema di coppia di cui le parla la sua amica. Allora, ripensandoci, forse le apparirà chiaro che il problema non è il partner della sua amica, anche ammettendo che sia un pessimo soggetto e che sia disturbato. C’è un problema di fondo, che si ripropone anche con le amiche, nel modo di vivere le relazioni. C’è come un’idea poco realistica, troppo assoluta ed esclusiva dei rapporti, che tende a creare situazioni paradossali di dipendenza estrema e di estrema solitudine. Nel partner o nell'amica si ripone una speranza di cura per un male che invece finisce per peggiorare quanto più ci si sente legati. La sua amica chiede di starle vicino, chiede consigli, ma poi nulla sembra funzionare, anzi la situazione tende a peggiorare. Quel che è peggio, sentirsi trascurata o maltrattata non porta a una rottura del legame, ma al contrario, sembra diventre un elemento di rinforzo dello stesso. Per questo credo che lei si sia rivolta a me.
Non posso aiutare la sua amica, anche se concordo che le servirebbe una psicoterapia; bisogna che riconosca da sola le sue difficoltà e decida di richiedere l'aiuto di un esperto! Per quanto riguarda lei, l'unica cosa che posso dirle è di stare vicina alla sua amica senza nutrire la minima speranza di farla sentire meglio e di aiutarla a migliorare la propria condizione. Rinunci innanzitutto al ruolo di amica-salvatrice. La frequenti se e quando le va, per il puro piacere di stare insieme a lei, e le dica chiaramente di no negli altri casi.
Rimango a sua disposizione,
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Commenti
Finalmente uno psicologo che da
risposte profonde esaustive e
con valore UMANO.
Lei ha uno studio? Dove?
Mi occupo di comunicazione e sto
provando a scrivere un libro.
Sono arrivata a questa pagina
perchè cercavo dettagli sulla
dipendenza. Pare che la chat
stia diventando l'oppio del
secolo!!!!!!
Casualmente ho letto la Sua
risposta e ha risuonato in me
per la matematica onesta sua
riflessione.
Un cordiale saluto da Genova
Gisella.
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