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Parliamo di depressione…

Parliamo di depressione… Psiconet Studio Psicologia e Psicoterapia Roma San Giovanni, Roma Prati Psicologo per aiuto e sostegno nei momenti difficili

Sicuramente il più noto tra i disturbi dell’umore, la depressione è spesso stata definita il “male del secolo”.

È un disturbo tendenzialmente ricorrente e dunque è facile che si presenti più volte nell’arco della vita.

Depressione… Psiconet Studio Psicologia e Psicoterapia Roma San Giovanni, Roma Prati Psicologo per aiuto e sostegno nei momenti difficili

La depressione sembra colpire indipendentemente dall’età, dal sesso, dal livello culturale e dallo status socio-economico.

Consiste in un abbassamento del tono dell’umore che in genere si accompagna anche a perdita di motivazione, pensieri negativi, scarso appetito, significativa perdita di peso o, all’opposto, aumento dell’appetito e del peso corporeo, disturbi del sonno, affaticamento, diminuzione del livello di attività, perdita della libido, difficoltà di concentrazione, pensieri di morte.

Questo quadro clinico generalmente causa un peggioramento delle funzioni sociali e lavorative dell’individuo che ne soffre.

Secondo il DSM-5 i criteri per poter diagnosticare una depressione maggiore devono essere almeno 5 o più tra i seguenti sintomi, devono avere una durata di almeno due settimane e determinare una significativa alterazione del normale funzionamento dell’individuo:

Umore depresso per la maggior parte del giorno, per la maggior parte dei giorni (es. sentirsi triste, vuoto, senza speranza). Nei bambini e negli adolescenti l’umore può essere irritabile.

Marcata diminuzione dell’interesse o del piacere nel fare qualsiasi cosa, per la maggior parte della giornata, per la maggior parte dei giorni.

Significativa perdita di peso o aumento di peso, perdita o aumento dell’appetito nella quasi totalità dei giorni.

Agitazione psicomotoria o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (l’alterazione della motricità deve poter essere osservata dagli altri, non è sufficiente la sensazione soggettiva di agitazione o rallentamento).

Fatica e perdita delle energie per la maggior parte dei giorni.

Sentimenti di indegnità o sensi di colpa eccessivi o inappropriati per la maggior parte dei giorni.

Maggior difficoltà nel pensare e restare concentrati, oppure patologica indecisione, per la maggior parte dei giorni.

Ricorrenti pensieri di morte (non solo paura di morire), ricorrenti ideazioni suicidarie senza una programmazione specifica, oppure tentativi di suicidio o piano precisi per commettere suicidio.

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La depressione può chiaramente presentarsi con diversi livelli di serietà e quindi manifestarsi con una sintomatologia depressiva lieve legata a particolari momenti di vita o sintomi talmente intensi da impedire lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

 

Cause

Come per altri disturbi psichici, la letteratura non fornisce dati univoci e sufficientemente affidabili circa le cause del disturbo.

Si può dire che le cause possono essere molteplici e variabili da persona a persona (predisposizione genetica, ambiente sociale, relazioni precoci, lutti familiari, presenza di un genitore depresso, etc.).

la ricerca scientifica indica almeno due cause principali:

il fattore biologico (predisposizione genetica);

il fattore psicologico (esperienze infantili che determinano una vulnerabilità alla malattia).

 

Mantenimento del disturbo

Alcuni dei comportamenti che i soggetti depressi mettono in atto, causano la creazione di tipici circoli viziosi che rinforzano e mantengono nel tempo il disturbo.

Alcuni di questi comportamenti sono:

• la riduzione delle attività e di contatti sociali fino al ritiro sulla base della credenza di non essere capaci di affrontarli.

Tale comportamento precluderà alla persona la possibilità di provare anche stati piacevoli e di rivedere le idee negative su di sé o sul mondo.

Inoltre alimenterà il senso di scarsa efficacia personale;

• la ruminazione sulle cause, i sintomi o le conseguenze delle proprie difficoltà che impedirà l’assunzione di una visione orientata al futuro oltre che lo sviluppo strategie di fronteggiamento dei problemi;

• l’autocritica e la tendenza a denigrarsi e sminuirsi;

• il pensiero negativo, cioè la tendenza a fare previsioni negative sul futuro.

Anche questi ultimi comportamenti limiteranno la possibilità di vivere esperienze appaganti e di riconoscere i propri successi facendo perdurare il senso di insoddisfazione personale.

 

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Trattamento

Attualmente gli studi scientifici suggeriscono che le cure più efficaci per la depressione sono la psicoterapia cognitivo – comportamentale e il trattamento farmacologico.

In un’ottica cognitivista, i pensieri e le credenze su di sé, sul mondo e sul futuro hanno un ruolo cruciale nell’insorgenza e nel mantenimento della depressione e dunque il trattamento si focalizzerà principalmente sul modo in cui il soggetto legge ed interpreta gli eventi che gli accadono.

Accanto a questo lavoro di comprensione, si introdurrà anche un intervento che mirerà alla modificazione dei comportamenti quotidiani del paziente che svolgono un ruolo di mantenimento e rinforzo del sintomo depressivo (es. tendenza all’inattività e all’isolamento).

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