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“Ti parlo ma è come se parlassi al muro”: quando nella coppia manca l’ascolto

“Ti parlo ma è come se parlassi al muro.”
È un’espressione che emerge frequentemente nel lavoro clinico con le coppie ed è spesso accompagnata da vissuti di frustrazione, tristezza e disconnessione emotiva. Un partner tenta di condividere il proprio stato interno, mentre l’altro risponde con chiusura, evitamento o con un’immediata ricerca di soluzioni pratiche.

Secondo il Modello Gottman, in queste dinamiche la difficoltà non riguarda tanto ciò che viene comunicato, quanto il modo in cui l’esperienza emotiva del partner viene accolta. Le emozioni vengono ascoltate come problemi da risolvere, anziché come segnali relazionali che richiedono comprensione e validazione. Numerosi studi condotti da John Gottman e Julie Schwartz Gottman mostrano come molte difficoltà di coppia non derivino da una mancanza di amore o di impegno, ma da una carenza di ascolto emotivo e di connessione.

Perché è così difficile ascoltarsi davvero?

Nel corso di oltre quarant’anni di ricerca su migliaia di coppie, il Dr. John Gottman e la Dr.ssa Julie Schwartz Gottman hanno individuato pattern ricorrenti nelle relazioni in difficoltà. Tra questi, la tendenza a rispondere alle emozioni del partner con difesa, chiusura o problem solving prematuro.

Molte persone non sono mai state educate all’ascolto emotivo. Cresciamo imparando a intervenire, correggere, “fare qualcosa”. Tuttavia, nelle relazioni intime questo approccio può risultare controproducente: invece di favorire il senso di supporto e vicinanza, rischia di aumentare la distanza emotiva e il senso di invisibilità.

Nel linguaggio della Terapia Gottman, si perde così di vista un principio centrale: la connessione viene prima della soluzione.

Connessione prima della soluzione

Quando un partner esprime un’emozione, raramente sta chiedendo una risposta immediata o una soluzione concreta. Più spesso sta cercando una conferma relazionale:
Mi vedi?
Quello che provo ha senso per te?
Sei con me in questo momento?

Il Modello Gottman sottolinea l’importanza delle offerte di connessione (bids for connection), ovvero i tentativi, espliciti o impliciti, di entrare in contatto emotivo con l’altro. Rispondere a queste offerte con presenza, curiosità e rispetto contribuisce a rafforzare la fiducia, l’intimità e la sicurezza emotiva nella coppia. Al contrario, ignorarle o minimizzarle può alimentare un circolo di incomprensione e distanza.

Ascolto attivo e validazione emotiva

Nella Terapia Gottman, l’ascolto è un processo attivo e intenzionale. Significa sospendere il giudizio, rinunciare temporaneamente al bisogno di “aggiustare” la situazione e orientarsi alla comprensione del mondo interno del partner.

La validazione emotiva rappresenta un elemento chiave di questo processo: non implica essere d’accordo, ma riconoscere che l’esperienza emotiva dell’altro è reale, comprensibile e degna di attenzione. Espressioni come “Capisco perché ti senti così” o “Ha senso che tu sia ferito” possono avere un impatto significativo sulla qualità della relazione e sulla regolazione emotiva diadica.

Una competenza che si può apprendere

L’ascolto empatico non è una qualità innata riservata a pochi, ma una competenza relazionale che può essere sviluppata. La Terapia Gottman si focalizza proprio sull’acquisizione di strumenti concreti per migliorare la comunicazione, gestire i conflitti in modo costruttivo e rafforzare il legame emotivo.

Quando i partner imparano a sentirsi ascoltati e compresi, anche i conflitti più complessi diventano più gestibili. Non perché scompaiano le differenze, ma perché cambia la qualità della presenza reciproca nella relazione.

In conclusione

Se senti che il tuo partner non ti ascolta, non significa necessariamente che la relazione sia destinata a fallire. Spesso indica la mancanza di un linguaggio condiviso per riconoscere e comunicare le emozioni.

La connessione emotiva è il cuore delle relazioni sane e, con un adeguato supporto terapeutico, può essere recuperata, coltivata e rafforzata nel tempo.

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