Il disturbo ossessivo compulsivo da relazione (ROCD)
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC o OCD) da relazione consta in una sintomatologia ossessivo-compulsiva focalizzata sulle relazioni intime. Il ROCD si manifesta con dubbi e […]
Molti degli articoli di questa sezione si ispirano al Metodo Gottman, un approccio alla terapia di coppia sviluppato negli Stati Uniti dagli psicologi John e Julie Gottman. Il metodo nasce da quasi cinquant’anni di ricerca. A partire dagli anni Settanta John Gottman ha osservato e seguito nel tempo migliaia di coppie: come comunicano, come litigano, come fanno pace. Voleva capire che cosa distingue le relazioni che durano e restano soddisfacenti da quelle che si logorano.
Una delle scoperte più note è che le coppie felici non sono quelle che non litigano mai. Circa due conflitti su tre nascono da differenze di carattere e di valori che non si risolvono una volta per tutte. Conta soprattutto come se ne parla. Gottman ha individuato quattro modi di litigare che, quando diventano abituali, mettono a rischio la relazione: la critica, il disprezzo, l’atteggiamento difensivo e l’ostruzionismo (il “muro” che si alza quando non si risponde più). Li ha chiamati i “Quattro Cavalieri”.
Per descrivere una relazione solida i Gottman usano l’immagine di una casa, la Casa della Relazione Solida. Le fondamenta sono l’amicizia: conoscere il mondo interiore del partner, esprimergli stima e affetto, accorgersi dei suoi piccoli tentativi di contatto e rispondere. Ai piani superiori ci sono la gestione dei conflitti, il sostegno ai sogni di ciascuno e la costruzione di un significato condiviso. A tenere in piedi la casa sono due pareti portanti: la fiducia e l’impegno.
Il percorso di terapia comincia con una valutazione approfondita della relazione: un primo incontro con entrambi i partner, colloqui individuali e questionari. Su questa base si lavora insieme su tre obiettivi: ritrovare vicinanza e amicizia, imparare a gestire i conflitti senza ferirsi e costruire una vita comune che abbia senso per entrambi. È uno degli approcci alla terapia di coppia più studiati, adatto sia a chi attraversa una crisi sia a chi vuole prendersi cura del proprio legame prima che i problemi si accumulino.
Presso il Centro Clinico Psiconet®, la terapia di coppia secondo il Metodo Gottman è condotta da terapeuti certificati dal Gottman Institute, che hanno completato il percorso formativo Gottman Certification Track, articolato in tre livelli di formazione specialistica e nel successivo processo di valutazione delle competenze cliniche.
Nel Metodo Gottman, ogni percorso di terapia di coppia inizia con un processo di valutazione approfondito e strutturato. Non si tratta di una semplice raccolta di informazioni, ma di un momento fondamentale per comprendere la storia della relazione, le dinamiche che la caratterizzano, le risorse su cui può contare e le difficoltà che ne ostacolano il benessere.
La valutazione consente al terapeuta di acquisire una visione articolata del funzionamento della coppia, andando oltre il problema che ha portato i partner a chiedere aiuto. L’obiettivo è individuare sia gli aspetti della relazione che funzionano e meritano di essere valorizzati, sia quelli che necessitano di attenzione e cambiamento.
Il processo di valutazione si articola in quattro momenti:
1. Intervista congiunta alla coppia
Un primo incontro in cui i partner, insieme al terapeuta, ripercorrono le tappe più significative della loro storia: come si sono conosciuti, come si è sviluppata la relazione, quali esperienze hanno condiviso e quali cambiamenti hanno attraversato nel tempo. Durante l’incontro vengono inoltre esplorate le modalità di interazione della coppia, con particolare attenzione a come i partner affrontano i disaccordi e gestiscono le conversazioni più difficili.
2. Questionari di valutazione online
Entrambi i partner compilano individualmente una serie di questionari attraverso la piattaforma ufficiale del Gottman Institute, Gottman Connect. Gli strumenti permettono di approfondire diverse aree della relazione, tra cui l’amicizia e l’intimità emotiva, la gestione dei conflitti, la fiducia, l’impegno reciproco e la soddisfazione relazionale. Le risposte offrono una fotografia articolata della relazione, mettendo in luce risorse, criticità e possibili aree di intervento.
3. Due colloqui individuali
Ciascun partner incontra separatamente il terapeuta per una sessione individuale di 50 minuti. È uno spazio riservato in cui poter raccontare liberamente la propria prospettiva sulla relazione, esprimere bisogni e aspettative, chiarire gli obiettivi che vorrebbe raggiungere attraverso la terapia e condividere gli aspetti più significativi della propria storia personale e familiare.
4. Sessione di restituzione e feedback
È il momento in cui il lavoro di valutazione prende forma in una comprensione condivisa della relazione. Il terapeuta restituisce alla coppia un’analisi dettagliata dei materiali raccolti, integrando quanto emerso dai colloqui, dalle osservazioni cliniche e dai questionari.
Vengono individuati i punti di forza della coppia, le dinamiche che alimentano le difficoltà, le eventuali criticità e le risorse relazionali sulle quali costruire il cambiamento. La restituzione non si limita a descrivere ciò che non funziona: aiuta i partner a comprendere meglio i propri schemi di interazione e a riconoscere le possibilità di evoluzione della relazione.
Al termine, il terapeuta condivide con la coppia una serie di indicazioni e raccomandazioni terapeutiche personalizzate, delineando gli obiettivi di lavoro e gli interventi più appropriati per aiutarla a costruire una relazione più solida, soddisfacente e capace di affrontare le sfide nel tempo.
La valutazione è quindi molto più di un passaggio preliminare: è il fondamento su cui si costruisce l’intero percorso terapeutico. Permette di non intervenire soltanto sui problemi più evidenti, ma di comprendere la relazione nella sua complessità e di individuare una direzione di lavoro specifica per quella coppia.
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