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Il metodo Gottman per una terapia di coppia efficace

John M. Gottman ha studiato le coppie per circa 40 anni cercando di comprendere ed evidenziare gli indicatori di un matrimonio stabile e felice e i fattori che più facilmente predicono il divorzio.

Insieme a Julie Schwartz Gottman, collega e successivamente moglie, John M. Gottman ha raccolto negli ultimi 20 anni migliaia di valutazioni di coppie, videoregistrazioni, monitoraggi delle funzioni fisiologiche fino a raggiungere una conoscenza così approfondita della coppia da riuscire a predire il futuro del matrimonio con un 90% di precisione solo osservando le dinamiche tra i coniugi.
Nonostante molte siano le strategie diffuse per la terapia di coppia, possiamo quindi affermare che il metodo Gottman è l’unico che può vantare un approccio veramente scientifico nel trattamento.
I decenni di ricerca hanno portato i coniugi Gottman a identificare gli elementi necessari per far durare le relazioni. Un concetto interessante proposto dal loro metodo è il paragone tra una relazione di una coppia solida e una casa.
1. Al primo piano della casa troviamo la costruzione delle “mappe dell’amore”, ovvero la conoscenza del mondo interiore del partner: le necessità, i valori, i sogni del passato, presente e futuro, le priorità, i fattori stressanti.
2. Al secondo piano “condividere tenerezza e ammirazione”, ovvero la capacità di mostrare affetto e rispetto reciproco con parole e gesti.
3. Al terzo, “volgersi l’uno verso l’altro (avvicinarsi anziché allontanarsi)”, ovvero il saper manifestare costante interesse per il proprio partner attraverso piccoli gesti quotidiani reciproci e il riconoscere i tentativi di “connessione” da parte del partner.
4. Al quarto troviamo la “prospettiva positiva”, ovvero la capacità della coppia di far prevalere i sentimenti positivi a quelli negativi anche in condizioni di conflitto. La prospettiva positiva comporta il saper accettare gli errori occasionali del proprio partner inserendoli in un quadro più ampio contraddistinto anche dagli aspetti positivi che il partner manifesta in altre circostanze.
5. Al quinto troviamo la “gestione dei conflitti”. Questa abilità presenta diversi aspetti che vanno dal prestare attenzione al modo in cui si comunica il proprio disagio, al dare spazio alle proposte del partner durante la ricerca di un compromesso, alla capacità di riparare o disinnescare una lite, al ricorrere a strategie di autorilassamento per abbassare il livello di attivazione.
6. Al sesto c’è il saper “realizzare i propri sogni di vita”: i partner devono imparare a sostenersi e a rispettare i reciproci sogni; questo aspetto è la base per sbloccare lo stallo della coppia.
7. Al settimo troviamo “creare significati condivisi”: i partner devono saper comunicare i propri valori e le proprie credenze. C’è un significato nel modo in cui i partner danno un senso alle cose e agli eventi delle loro vite; ciò che ognuno porta nella relazione è fonte di ricchezza per la coppia ed è importante trovare un sistema di significato condiviso.

Questi livelli vengono sorretti da due muri portanti:

Impegno, ovvero la lealtà, la convinzione che la relazione con il partner rappresenti, nel bene e nel male, il percorso per il resto della vita.
Fiducia, ovvero la consapevolezza che il partner agisce con l’intento di massimizzare i nostri benefici e non solo i propri e che ciascun partner ci sarà per l’altro nel modo migliore possibile.

All’inizio del percorso terapeutico con il metodo Gottman, si aiuterà la coppia a definire a che punto si trovano nei diversi livelli della casa della relazione solida, a capire le aree di debolezza e a mettere a fuoco degli obiettivi.

Il lavoro poi si focalizzerà sulle emozioni, sull’incremento delle abilità di gestione dei conflitti, sullo sviluppo di nuove capacità che incrementino l’amicizia nella coppia e sulla creazione di un sistema di significati condivisi.


Bibliografia
• Gottman Julie Schwartz, Gottman John M. (2017). Dieci principi per una terapia di coppia efficace, Raffaello Cortina Editore, Milano.

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