coppiaMetodo Gottmanpsicoterapia di coppiaterapia di coppia

Litighiamo sempre per le stesse cose: quando un problema di coppia non si può risolvere

«Ne abbiamo già parlato mille volte e siamo sempre punto e a capo.»

È una frase frequente nelle coppie che arrivano in terapia. A volte riguarda il denaro, altre la gestione della casa, i figli, il sesso, il rapporto con le famiglie o il tempo da trascorrere insieme.

E spesso la domanda è: perché, nonostante tutto quello che abbiamo già provato, torniamo sempre sulla stessa questione?

Una prima distinzione può aiutare a capire cosa sta succedendo.

Ci sono problemi che possono essere risolti

Alcune discussioni riguardano questioni concrete. Chi accompagna i bambini a scuola, come organizzare una vacanza, come dividere un’incombenza domestica.

Non sempre è facile trovare un accordo, ma in questi casi esiste generalmente la possibilità di arrivare a una soluzione condivisa. Una volta trovata, il problema può anche non ripresentarsi.

Ma non tutti i conflitti funzionano così.

E poi ci sono le differenze che rimangono

In molti casi le persone possono avere esigenze diverse rispetto alla vicinanza, al denaro, al lavoro, al tempo libero, all’ordine o alla vita sociale.

Uno può sentirsi più tranquillo quando le cose sono programmate, mentre l’altro vive meglio lasciando spazio all’imprevisto. In una coppia può succedere anche che uno desideri condividere molto tempo e che l’altro abbia altrettanto bisogno di spazi propri.

Queste differenze non sono necessariamente un segnale che la relazione non funziona. In molti casi fanno semplicemente parte della coppia.

Nel metodo Gottman, i problemi di questo tipo vengono considerati problemi perpetui: questioni che tendono a ripresentarsi perché affondano nelle differenze tra i partner.

Il lavoro diventa allora capire se la coppia riesce a gestire le difficoltà che derivano da quella differenza senza trasformarle in occasioni di scontro senza via d’uscita.

Quando la stessa discussione diventa sempre più difficile

Prendiamo una coppia che discute sul denaro.

All’inizio la questione può sembrare molto semplice: quanto spendere, quanto risparmiare, cosa acquistare.

Ma per uno dei due mettere da parte denaro può significare sentirsi al sicuro. L’altro, invece, può vivere il risparmio come una rinuncia e dare molto più valore alla possibilità di concedersi qualcosa nel presente.

A quel punto far accogliere all’altro la propria prospettiva diventa molto difficile:

  • sia perché la discussione si trasforma in uno scambio di accuse, critiche e segnali di rifiuto
  • sia perché, nel profondo, ciascuno si sente minacciato dalla posizione del partner.

Generalmente la discussione tende ad assumere questa forma:

«Non ti importa della nostra famiglia.»

«Sei sempre esagerato.»

«E tu invece pensi sempre che io sbagli.»

Quando succede, il problema iniziale passa in secondo piano. La coppia comincia a litigare soprattutto sul modo in cui ciascuno si sente trattato dall’altro.

Il conflitto può andare in stallo

Avere un problema ricorrente non significa necessariamente essere una coppia in crisi.

Una coppia può tornare più volte sullo stesso argomento e, nonostante questo, riuscire ad ascoltarsi, comprendere almeno in parte le ragioni dell’altro e trovare compromessi.

La situazione cambia quando ogni conversazione segue ormai lo stesso copione.

Uno insiste, l’altro si difende. Uno chiede maggiore vicinanza, l’altro si allontana. Uno cerca una risposta, l’altro smette di parlare.

In questi casi la discussione tende a spostarsi: ciascuno cerca soprattutto di far prevalere la propria posizione su quella dell’altro.

Nel lavoro con le coppie capita di vedere quanto rapidamente, in queste situazioni, il tema iniziale perda importanza. La discussione sul denaro, sulle vacanze o sulla gestione della casa diventa il luogo in cui entrambi cercano invano di far riconoscere qualcosa di molto più personale: “Voglio che tu capisca perché per me questa cosa conta.”

Non tutto ciò che ritorna deve essere eliminato

Una delle idee che trovo più utili nel lavoro secondo il metodo Gottman è proprio questa: una relazione non diventa sana quando tutte le differenze vengono risolte.

Secondo i Gottman circa 2/3 delle differenze tra i partner rimarranno tali per sempre.

La domanda diventa allora se sia possibile parlarne in modo diverso, riconoscendo che dietro una posizione intransigente spesso c’è qualcosa di importante per l’altro.

Nel dialogo:

  • «Sei avaro» può diventare «Che cosa ti fa sentire al sicuro quando hai dei risparmi?»
  • «Sei appiccicosa» può diventare «Che cosa significa per te avere più tempo insieme?»

Non è un semplice cambio di parole. Cambia ciò che la coppia sta cercando di fare. Si tratta di capire anziché provare a convincere.

E quando ciascuno riesce a vedere un po’ meglio il mondo dell’altro, anche una differenza che non può essere eliminata può diventare più gestibile.

Quando serve chiedere aiuto

Se ogni tentativo di affrontare un determinato argomento finisce regolarmente nello stesso litigio, nel silenzio o nella distanza, può essere utile fermarsi a osservare il modo in cui la coppia entra nel conflitto, oltre al contenuto della discussione.

È uno degli aspetti su cui si lavora nella terapia di coppia secondo il metodo Gottman: comprendere i meccanismi che alimentano il conflitto e aiutare i partner a costruire modalità più efficaci per affrontare anche quelle differenze che non possono essere cancellate.

Presso il Centro Clinico Psiconet ci occupiamo di terapia di coppia secondo il metodo Gottman, in qualità di terapeuti certificati presso il Gottman Institute.

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